Coro Brenta


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IL CORO BRENTA DALLA NEVE AL MARE



La quarta edizione di "CORInPISTA" con il patrocinio della Federazione Cori del Trentino organizzata a Bolbeno, l'8 febbraio, dal locale Sci Club con la collaborazione di numerose associazioni, ha visto prevalere il coro Brenta che, gareggiando con una ventina di coristi, è riuscito ad imporsi su oltre trecento concorrenti in rappresentanza di una trentina di gruppi corali provenienti da tutta la provincia.
La soddisfazione per questo risultato è stata vissuta con grande entusiasmo soprattutto perché, oltre quello che può essere considerato un positivo esito sportivo, dava al coro un sostegno finanziario per il coinvolgimento ad un' interessante opportunità artistica.
L'occasione si è presentata attraverso l'invito a Gavoi, in provincia di Nuoro, dal coro Gusana che il 31 maggio e l'1 giugno ha organizzato due serate, rispettivamente a Gavoi e Lodine, dal titolo "Hantos de Beranu", canti di primavera.
Con il volo Verona - Olbia, sabato 29 maggio, i coristi sbarcano sull'isola e per una giornata possono godere dell'incontaminato mare che bagna la costa sarda ritrovandosi anche ottimi nuotatori a dispetto delle proverbiali discese sugli sci.
Ma già domenica mattina il coro è atteso nella sala del Consiglio Comunale di Gavoi per un'incontro con i rappresentanti dell'Amministrazione Comunale e la Direzione del coro Gusana.
Il tratto di strada che dalla costa porta in Barbagia subito fa capire quanto sia diversa la vita nell'entroterra. Il paesaggio della marina lascia spazio a montagne aspre, vegetazione dal basso fusto, rare coltivazioni, anche se non mancano vigne ed olivi. Man mano però che ci si avvicina a Gavoi il territorio si apre ad ampie praterie, si notano piante di sughero, aceri e rovelle, boschi di leccio, campi con patate, ortaggi e sullo sfondo fanno da cornice le cime del Gennargentu.
Scarse o insignificanti le industrie, ma molti gli artigiani ed i pastori e così tra le prime gocce di un'imminente acquazzone il coro giunge al Municipio di Gavoi. Al pian terreno c'è pure la sede del coro e subito si capisce quanto sia ospitale quella gente. Aperta, cordiale, disponibile: sembrano tutti amici di vecchia data. I coristi si sentono subito a loro agio e diventa quasi spontaneo intonare qualche canto. Le canzoni sono apprezzate, ascoltate in silenzio e con attenzione. C'è uno scambio di omaggi ed il coro riceve l'emblema del Comune di Gavoi tra i discorsi di benvenuto delle autorità locali.
Si visita il borgo arroccato sulla montagna, il museo dei lavori e giochi di un tempo, la mostra fotografica con gli scorci caratteristici del paese, non disdegnando qualche buon bicchiere di Cannonau offerto dalla gente comune che invita i coristi nei numerosi bar che si affacciano sul viale principale. Domenica sera primo concerto nella chiesa di Gavoi dove ad accogliere il coro c'è il disponibile parroco don Gesuino. Colpisce il rosone che sovrasta il portone d'ingresso perché ha una vicina somiglianza con quello della chiesa di Tione, in effetti certi scalpellini che hanno lavorato a Gavoi provenivano dal Trentino, di qui l'ovvio accostamento artistico.
Nel concerto in chiesa si alternano il coro Gusana ed il coro Brenta. E' un crescendo di emozioni in quanto diventa emblematico l'incontro tra due tradizioni corali completamente diverse.
Voci soliste, accompagnamenti corposi, sonorità quasi "taglienti" i sardi, a cui si contrappongono la dolcezza dei canti della tradizione trentina che vanno da "La mia bela la mi aspèta" a "La pastora".
Nelle elaborazioni e composizioni dei canti del coro Gusana c'è la sapiente mano del loro maestro, Mauro Lisei, nate attraverso ricerche musicali in ambito tradizionale che danno voce ad affascinanti armonizzazioni di melodie popolari ed arrangiamenti ideati per far conoscere la storia del paese tramite gli scritti poetici dei suoi abitanti.
Leone Pellegrini si affida ai canti di Dionisi, Michelangeli, Pedrotti : una garanzia assoluta. Infatti sono graditi dall'etorogeneo pubblico presente in chiesa. Una serata dove il canto ha un unico linguaggio anche se espresso con vocalità certamente differenti. Si canta fino a tardi alternando le emozioni che consegnano queste canzoni cariche di gioia, speranza, tristezza, amore...
Il lunedì si presenta in modo del tutto particolare, dopo il doveroso assaggio dei migliori vini e del Percorino Fiore Sardo, i coristi si spostano al santuario della Madonna d'Itria, nell'altipiano di Lidana, dove si trovano resti archeologici di arcane costruzioni. Il santuario è circondato da importanti ovili ed i pastori del luogo collaborano, con gli organizzatori del coro Gusana, ad allestire un tipico pranzo a base di pecore e prodotti locali. Un'ulteriore occasione per dimostrare la loro straordinaria amicizia ed il grande impegno per far sentire il sapore della loro terra nel modo più vero e genuino.
La sera il concerto è nella chiesa di Lodine, oltre il coro Brenta e il coro Gusana è presente il coro femminile "Eufonia", sempre di Gavoi, anche questo diretto da Mauro Lisei che per primo, nel 1995, ha voluto aprire la strada in Sardegna ai cori femminili. Una serata varia e interessante dove coristi e coriste si confrontano, consapevoli che questo loro canto sia motivo di crescita per tutti.
Le voci femminile, interpreti di un canto che fino a pochi anni fa era ad esclusivo appannaggio di cori maschili, interpretano un proprio repertorio basato su ritmi e melodie della tradizione isolana e testi vicini al mondo femminile riscoperti e armonizzati dal loro maestro. Un concerto ricco di canti popolari tradizionali locali o regionali che sanno coniugare quanto può offrire la musica nella comprensione dei popoli. Molte le autorità presenti per un meritato riconoscimento ai cori ed agli organizzatori, su tutti il presidente del coro Gusana, Demetrio Manca e il suo segretario Giovanni Daga. Al concerto segue una cena di saporito maiale ed una notte di balli e canti in "libertà".
Quando dal traghetto che salpa da Olbia, destinazione Livorno, l'isola sta diventando un piccolo puntino nell'azzurro mare, tutti i coristi del Brenta si rendono conto di aver ricevuto molto dagli amici sardi e dal canto loro di aver cercato di dare tutto quello che era nelle loro possibilità in termini di simpatia, sostenuti dal tanto amato canto trentino.



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